La sfida

È da un po’ che volevo pubblicare questa storia, vera, accaduta e che molti conoscono. Proprio perché è vera vorrei condividerla. Si, anche per tirarmela un po’, devo ammetterlo.

Nell’anno 2014 faceva caldo, questo è impresso nella mia mente in quanto ho un ricordo di sudore, calore!

Ero al bar, a Novara, che aspettavo una ragazza per un servizio fotografico BDSM, lei italiana di 35 anni alta bionda e occhi verdi. Doveva fare questo servizio per richiedere l’accesso ad una casa cinematografica porno bypassando papponi ed altro.

Erano circa le 17:00, messaggio di “Allora ti muovi?!”, caffè e mi fermo a guardare la TV con il gomito appoggiato sul bancone del bar. Preso dal guardare i programmi del pomeriggio di canale 5 sull’attualità, mi sento toccare la spalla. “We ciao Simo!”, mi giro e mi ritrovo Gianluca, un ragazzo che collaborava con me per gli incontri BDSM già da qualche anno. Era in compagnia della ragazza e mi risponde con un “Che ci fai qui? Non dirmi che stavi aspettando Letizia!”, “E tu invece non dirmi che vi siete fidanzati!”

Insomma, ordino un nuovo caffè, mi racconta delle sue avventure mentre Letizia portava a termine il suo lavoro da accalappiauomini, vestita con un vestito trasparente sul verde che si appoggiava benissimo sul suo corpo con delle scarpe nere con il tacco, capelli raccolti dietro la testa e rossetto nero e lingua costantemente in movimento su quelle labbra ormai umide.

Usciamo dal locale, Gianluca si gira verso di me e con tutta la sua voglia di godere, mi guarda negli occhi e mi dice: “Stasera ho una gang bang reverse party con una compagnia di ragazze di Milano, paganti, vuoi venire con me? Però tu non devi fare niente.”, io annuisco e andiamo finalmente a questo shooting per Letizia.

Ore 21, si decide dove andare a mangiare e dopo svariate chiamate (e bugie alla ex al telefono), andiamo al centro commerciale lasciando a casa Letizia, stremata, che scendendo dalla macchina ci baciò toccandoci il pacco.

Ore 22, siamo in un locale di Novara, in una taverna. Entriamo in una stanza buia, con un solo al letto al centro e 2 porte. Una d’entrata e una d’uscita, probabilmente per la sicurezza e camerini.

Io mi metto in disparte e aspetto l’arrivo delle ragazze, mentre lui si spoglia, tira fuori i suoi muscoli imponenti e si stende sul letto circolare. “Controllami il tempo!”

Circa alle 22:30 entrano 5 ragazze dell’est, una di queste entrando mi saluta con la mano e mi lascia in mano una busta, gonfia di soldi e con un accento russo mi dice: “In fondo alla busta c’è il mio numero” e facendomi l’occhiolino si allontana raggiungendo le altre.

Si spogliano e cominciano a strusciarsi su di lui. Devo ammetterlo, la situazione è eccitante. Lui è un bel manzo e loro sono davvero tanta roba. Il gioco inizia ufficialmente alle ore 23. Tra giochi di bocca, e lui che entrava ovunque, 2 ragazze che discutevano per chi dovesse giocare per prima e svariati schiaffi sul culo, ho visto “il capo” in ginocchio a prendere il piacere del maschio ormai cotto e distrutto.

“Simone, che ora abbiamo fatto?” “È l’1!” “Wow! 2 ore così? Non ci posso credere! Sfido chiunque a fare di meglio!”

Io mi alzai e avvicinandomi alla ragazza che mi diede i soldi chesi; “Voi siete soddisfatte?” E lei con una faccia poco convinta mi disse “Si, diciamo che speravamo di più”.

Io guardando Gianluca dissi: “Io non so se ce la farei a durare molto, ma sicuramente un’ora o 2 in più usando la testa…”

“Allora ti sfido. Se riesci a durarne almeno 7 però con molte più ragazze, il compenso di stasera è tuo. Però devi lasciarmi scopare la tipa del locale di Milano”. La ragazza in questione era una mia slave. Mi avvicinai, gli strinsi la mano e gli dissi “Accetto”.

Mi girai verso la ragazza di prima e le chiesi quante fossero in totale in quella compagnia che volevano giocare ad un gioco simile. Lei mi disse che non lo sapeva ma avrebbe chiesto. Ci lasciammo con la promessa di farmi sapere.

La sera dopo, circa alle 18 ricevo un messaggio su WhatsApp da un numero sconosciuto, chiedendomi se fossi io MrSix e se c’ero la sera prima con Gianluca. Era l’agenzia che mi chiedeva se ero disponibile a fare una serata simile il giorno dopo in un locale a Milano. Io accettai, chiedendo quante fossero e mi rimbalzarono. Chiamai Gianluca e gli raccontai tutto.

Il giorno dopo alle 17 vado a prenderlo sotto casa e andiamo in direzione Milano. Il viaggio è stato piacevole in quanto abbiamo parlato dei bei momenti passati assieme e di quante belle donne avessimo dominato.

Arrivati al locale, un hotel a 4 stelle, solito check-in e via di chiavi delle camere. Una per me al 2 piano e una per lui al 3. Chi se l’aspettava un hotel?!

Ore 19. Ristorante pagato dall’agenzia, rimaniamo solo io e lui a tavoli. Arriva il cameriere e ci dice che al piano di sotto, nella spa, ci aspettava l’agenzia. “Non ho mai visto così tanta gnocca tutta assieme” disse il maitre. E da lì, la tensione cominciò a salire. “Ma quante sono?” “Ah non lo so, so solo che più di 10 sicuro!”

Vado in camera, mi sistemo, mi improfumo, aspetto Gianluca e scendiamo in ascensore fino al -1. Tensione a mille. “Ma quanto c’era dentro quella busta Gianlu?” “Tu fammi godere e lo scoprirai”.

Si aprono le porte dell’ascensore, faccio cenno a Gianluca di entrare e capire bene come stanno le cose. Guardo l’orologio tremando dalla tensione e dall’eccitazione del momento. Erano le 21 e 15. Ricordo stampato in testa!

Lui entra e sento che dice: “Ullalá ma quante siete?”, risponde il capo “Siamo in … Ma MrSix?”

Io prendo coraggio ed entro. Apro la porta e mi trovo una decina di ragazze oltre il letto (sempre al centro) che spiluccavano al buffet in perizoma. Giro la testa e ne trovo altre due che parlavano e altre tre che finivano di mangiare la loro porzione di buffet staccate da tutte.

Mi si avvicina il capo e toccandomi sul petto mi sussurra “Sono 15, tutte bisex e non sanno una parola di italiano. Hanno accettato loro di venire qui a costo di farle godere. Tra poco arriverà anche un mio amico, è un fotografo, non è un problema vero?! A proposito, io mi chiamo Tessa!”

Ero eccitato dall’idea di poterle avere tutte e cominciai a prepararmi a quel gioco, concentrando sempre più la mia mente ad essere un gioco interessante.

Ore 22 in punto, vengo spogliato COMPLETAMENTE da 2 ragazze (meno male mi ero incerettato!) Che mi mettono sul letto a pancia in su e cominciano a giocare con me.

Due sul mio giocattolo, una sui miei gioielli, una per mano mentre mi leccavano i capezzoli, e la mia lingua su un buchetto stretto mentre l’altra leccava la il suo piacere. Tutte rispettivamente accoppiate con dietro un’altra che giocava in stile trenino dietro un’altra. Guardavo dallo specchio sopra il letto e sembravamo il sole e le altre stelle. E devo ammetterlo, sentirmi il sole era eccitante.

Cominciai a prendere il controllo della situazione. Una l’altra e l’altra ancora. “Gianlu che ore sono?” “Figa sono le 2!”

Non potevo mollare, allora ho cominciato lì per lì ad alternare il piacere di entrare dentro di loro al piacere di farle godere e farmi godere baciandomi.

Insomma, ne avevo sempre almeno 2 addosso e una davanti. Avevo un giacchetto di donne. “Gianlu che ore sono?” Lui si dipende dalla sonnolenza “Sono le 5, vado a bermi un caffè” esce. Nel frattempo alcune ragazze che giocavano anche tra di loro, escono a fumare e fare pipì mentre io continuo nel mio gioco ormai diventato troppo eccitante.

Rientrano tutti, faceva troppo caldo. “Gianlu, mi prenderesti dell’acqua?” Lui esce, rientra mentre io stavo allegramente leccando la ragazza più piccola del gruppo. Gianluca mi porge la bottiglia di vetro, ne bevo un sorso, prendo una delle ragazze al mio fianco, le metto in bocca il collo della bottiglia e mi guarda in segno di gioia, la levo dalla sua bocca e la metto ancora piena di saliva nel piacere della piccola, che si abbandona in uno squirting da applausi.

Mi alzo e continuo a giocare. Guardo l’orologio “Cazzo sono le 8!”. Molte delle ragazze erano stremate ma godute, appagate.

Ma io ne avevo ancora. Il fotografo ad un certo punto mi tocca la schiena e mi disse: “Io a mezzogiorno devo andare a prendere mia moglie a lavoro”, io sorrisi e continuai.

Ormai dopo che più di una decina di ragazze aveva dato forfait e Gianluca si era addormentato sul divano, la mia mente decise che fosse il caso di concludere.

Presi Tessa e altre 2, le misi sulle mie palle e capezzoli e conclusi sul corpo delle ragazze messe sul divano.

Applauso generale, guardo l’ora ed erano le 10 e 25.

12 ore per 15 ragazze. Chi l’avrebbe mai detto?

Ah già, volete sapere quanto c’era in quella busta? Non lo dirò. Ma non c’è soldo che possa ripagare un esperienza simile.

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