Durante i pasti

Mi proponevo per scherzo, come condimento per le pietanze. Spesso l’ho fatto anche durante cene e pranzi.
Per colazione non ne parliamo.

Una sera, durante una delle mie sessioni classiche, con una signorotta di 40anni, con la novaresitá nel sangue e piena di vita e atletica, mi propose di avermi spesso nelle sue giornate.

<<Mi porti un contenitore pieno, uno a settimana, io lo metto in freezer e lo metto ovunque>>.

Così, tutte le sere, prendevo il mio contenitore, mi mettevo davanti al PC e giocavo con il mio corpo chiudendo il mio piacere in quel barattolo. Oltre alla soddisfazione del creare qualcosa di nuovo, sempre, c’era la dieta sempre a base di banane, ananas, mele e pochi caffè.

Ogni venerdì sera, la chiamavo, e le portavo sotto casa il contenitore, pieno, chiuso sottovuoto, e lei mi dava la sua somma, a seconda dei ml visibili all’interno del barattolo.
Era un modo come un altro per avermi, per sentirsi appartenente.

Ogni colazione, all’interno della tazza con il latte e caffè metteva me, tirandomi su con il cucchiaino e mandandomi foto. Come a pranzo e a cena. Era diventata un abitudine.
Una bella abitudine, un qualcosa di unico, speciale. Un piacere difficile da spiegare se non a livello mentale.

Mi raccontava che ero buono, e che spesso durante i pasti si toccava pensando a me mentre mi assaporava nelle sue delizie, arrivando a toccare il piacere anche in pochi secondi.
L’accoppiata vincente era sulla frutta e sulla pasta al pomodoro, soprattutto se un po’ acidula.

Ci siamo divisi quando ha trovato un fidanzato che le ha fatto poi da Master, rompendo il patto.

Lo rifarei?! Beh certo che sì.
Ma si sa, certe cose non sono per tutti.

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