La scritta sul corpo


Le scritte sul corpo sono sempre state una delle mie fantasie sessuali più profonde, sia come dominante attivo che passivo.
Mi piace scrivere, fare scrivere e guardare le scritte come un’opera d’arte ad hoc.

Era autunno, ricordo il freddo dopo le 5 di sera, ero a cena in una pizzeria di Novara con un amico, e mi arriva un messaggio da una coppia di Torino: “Stasera vieni da noi che ho bisogno di vedere mia moglie trattata come una cagna”.

Trovo una scusa, pago il conto e prendo l’autostrada. Proprio in quel momento un noto programma radiofonico notturno, parlava di esperienze intriganti e sessualmente spinte.
Tra una foto e l’altra della moglie mandatemi su WhatsApp dal marito, chiedo se ci fosse qualcosa da bere. Avevano uno spumante ma niente di piu.
“Posso offrirti un caffè se vuoi”…… Scusa? Un dominatore viene a casa tua e offri un caffè???

Estraniato dalla questione, uscendo da Torino mi fermo ad paninaro, ordino un panino e mi faccio dare, insieme, una bottiglia di prosecco, millesimato, che dava ai clienti per aperitivo.

Saluto, mi metto in auto, mangio il panino e guardando la bottiglia ero molto eccitato dall’idea di dovergliela fare gustare.

Arrivo sotto casa della coppia, all’indirizzo indicato. Lo chiamo e mi dice che sarebbe sceso da lì a breve.

Nel frattempo, apro la borsa, prendo la frusta a 9 code e la metto nella tasca dietro dei pantaloni, nascosta dal maglioncione.

Apre il portone, lui, un uomo di mezza età di nome Adriano. Brizzolato, bell’uomo, tutto tranne che passivo. Sprizzava mascolinità ovunque, quasi da sentirsi a disagio con la sua voce. Occhi verdissimi che mi guardavano in quell’ ascensore piccolo ma pieno di testosterone.

Scendiamo dall’ ascensore, suona alla porta e lei apre e corre in camera urlando “non ho finito di sistemarmi” sparendo nella sua camera.

Entra lui e mi fa spazio per entrare in casa.
Metto giù la borsa e attendo.
Mentre chiude la porta, io dietro di lui, tiro fuori la frusta, lo prendo dietro al collo e con un agile scatto lo colpisco dietro le ginocchia, obbligandolo a stare in ginocchio, guardando la porta.

Lui, trema, scende in ginocchio e mi chiede perché.
Prendo la bottiglie di prosecco, senza fiatare, la apro, tiro i suoi capelli a me con una mano e mentre mi guarda, verso creando molta schiuma, il prosecco in fondo alla sua gola, infilando anche il collo. Lui sente un conato e tossisce mettendo in allerta la moglie che sbuca dalla camera urlando: “Sei proprio una puttana, amore”. Io la guardo sorridendo, lo obbligo ad alzarsi e ci dirigiamo verso la cucina.

Arriva lei, alta quanto me, con i tacchi, rossa di capelli, pelle ovviamente rovinata dall’età e una voglia infinita di essere usata.

“Piacere Padrone, sono Elisa, mi dica cosa devo fare e lo farò, da subito”

Io non rispondo, sposto la sedia da sotto il tavolo, mi siedo, prendo la bottiglia in mano e in 10 secondi con i soli gesti della mano, me li ritrovo uno di fianco all’altro, in ginocchio, con gli occhi puntati ad aspettare di essere riempiti di prosecco fino a godere di quel momento.

“Non si offre un caffè ad un dominatore, cagna” e riverso il liquido nella bocca di lui mentre lei, mi guarda come una gattina in cerca del suo cibo.

Mi giro verso di lei, mi alzo in piedi, slacciò i pantaloni mentre la sua bocca si apre, stacco la mano sinistra dalla mia patta, le prendo i capelli e le rovescio il prosecco nella sua bocca ormai bagnata come il suo infinito piacere. Conato di vomito, prosecco a terra e occhi eccitati.

Mi riallaccio la patta, ordino di alzarsi e andiamo in sala.

Apro la valigia, butto dentro la frusta e prendo l’indelebile.
Mi avvicino a lei, le tolgo i vestiti, le do un colpo sulla spalla e le ordino di andare sul divano, mentre con un gesto dietro la schiena obbligo lui ad avvicinarsi.

Gli porgo l’indelebile, e mi allontano sulla poltrona, mi siedo e gli ordino di scrivere sul corpo di sua moglie cosa gli piace cerchiandola.

Lui comincia, andando a cerchiare ormai la parte bagnata, per poi proseguire sul seno, mentre lei guardava quasi come se sapesse.

Si gira, mi osserva… “E poi?”

Faccio una smorfia di disprezzo, mi alzo, strappo di mani l’indelebile e cominciò la mia opera d’arte.

Cerchio le mani, i polsi, le caviglie e avvicinandomi alla faccia, sputo sulla sua bocca e cerchio gli occhi vedendo lei leccare la mia saliva passandosi la lingua sulle labbra.

Mi giro verso di lui, e ordino di scrivere il nome della sua amante, qualora l’avesse.
Lui si rifiuta, categoricamente, così lo prendo per i capelli e spingendogli la testa verso il piacere di sua moglie esclamo: “Vuoi che stasera la scopo tua moglie o non vuoi più vederla per mesi?”

Lui, cede e scrive Arianna sulla pancia di lei, mentre la mogliettina cornuta ridendo esclama “Principiante!”.

Arianna era la collega di Adriano, una ragazzina di 25 anni che non fa sesso ma si fa pagare per farsi toccare le tette e usare la sua bocca come un forno per le pizze.

Con una pedata sposto lui, riapro la patta, tiro fuori il mio di piacere e lo infilo nella bocca della porca mogliettina spingendo in fondo tutto me stesso.

Lo tiro fuori, la guardo negli occhi e chiedo a lei chi è il suo amante. Lei mi guarda ed esclama: “Stefano, il migliore amico e datore di lavoro di Adriano”, prima che potesse dire ancora qualcosa lo rimetto in gola obbligandola a sentirmi.

Esco, apro l’indelebile e scrivo: “PUTTANA” sul suo petto, mentre lui, senza neanche essere toccato raggiunge l’orgasmo urlando.

Dopo aver scopato lei con lui che ci guardava sulla poltrona, prendo i miei soldi in busta chiusa e me ne vado.

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