I limiti


Mi capita spesso di sentire parlare di cose fatte per piacere e altre fatte solo per il piacere di qualcun altro. E quando si parla di limiti, o straparlano o si spaventano.

Mi sono accorto però, che la curiosità del mondo bondage è sempre più alta e ci sono persone che, senza scrupolo alcuno, giudicano lasciando fuori nell’interesse comune e distruggendo la realtà dei fatti.

Ognuno ha una soglia di dolore. C’è chi resiste di più e chi invece al solo pensiero si spaventa.
Ma parliamoci chiaro, il bdsm è quella zona franca in cui il dolore fisico diventa piacere sessuale e mentale.

I limiti, per una questione di ruoli, si decidono insieme e spesso, proprio perché lo impone il gioco, vanno verso il superamento degli stessi.

Poi esistono limiti di gioco e limiti di regole.
Ecco, su questo vorrei soffermarmi un po’ di più.

Una regola non scritta ma che vale sia nel BDSM che nella vita è il RISPETTO. Nessun gioco è basato sul non rispetto di tutti i giocatori.
E non parlo solo di ruoli, ma anche educazione rispetto delle regole decise da entrambi i componenti.

Le domande stupide create ad hoc per interrompere qualcosa che ci fa paura o ancor peggio, provare a sottomettere la mente altrui per ribaltare la situazione in un momento di svantaggio psico-fisico, non fa che distruggere i momenti.

Parlo per me, in quanto cerco sempre di essere una persona corretta.

Sono un uomo sposato, credo nelle relazioni e credo anche nel piacere che queste possano dare.
Ma una sottomessa rimane una sottomessa e non prenderà mai il posto della mia metà, che seppur accetti questa mia inclinazione, ha imposto dei limiti nei miei rapporti anche per una questione di rispetto.

Quindi, credo e spero di non ripeterlo più.
C’è una grande differenza tra la gelosia di 2 fidanzati e la gelosia del proprio dom con sua moglie.

Avete dei limiti, dei muri da non valicare. Abbiate rispetto.
Grazie.

Baci Caldi ❤️

Quando le canzoni…


Quest’anno, alla festa della Donna, ho deciso di andare a sentire insieme ad un amico, la mia sub e la mia bellissima switch, Immanuel Casto.
Chi è costui? E’ un ragazzo di Bergamo, che ha fatto tanto per il mondo gay e “queer”, creando canzoni come “Da grande sarai Frocio” e “Tropicanal”. Ha creato un genere denominato “PORNO-GROOVE” ed è sulla cresta dell’onda da ormai 14 anni.

Come sapete, io credo molto nei diritti di chi “è diverso” agli occhi degli altri. E lui è ormai la mia stella cometa. A volte con la sua ironia riesce a creare e smuovere masse e corde sensibili.

Qual’è la sua canzone che crea dipendenza nella mia quotidianità? “Bondage” (ovviamente)!

Le parole sono fondamentali in una canzone, ed il testo colpisce appieno il mondo BDSM ed il relativo mondo legato ad esso.
“Legami al letto, fai il nodo stretto, fammi gridare… BONDAGE, BONDAGE”

Mio caro Immanuel, hai creato un mostro. E ti ringrazio…

Spero potrai farne buon uso del mio blog. Io lo spero davvero.

MrSix <3

Quando tutto va male…


Ci sono momenti in cui, tutto sembra prenda una direzione sbagliata.
Una chiamata, un problema in famiglia, un qualcosa che alla fine ti distrugge emotivamente sei li a pensare e decidere se cavalcare l’onda ed abbatterti oppure ripartire, risollevandoti come farebbe una fenice.

Ecco, capitano anche a me, nonostante sia la persona più emotiva ed estroversa dell’universo.

Ogni giorno prendo bastonate dalla vita, talmente forti da farmi perdere il senso della giornata, quel sorriso che coltivo giorno dopo giorno.
Perchè Simone stai facendo questo post? Perchè devi distruggere tutto in un articolo?

Molto semplice, non sono qui a parlare di me, o meglio sì, ma non propriamente.

Quando mi sono fiondato a livello “amatoriale” in questo mondo fatto di piaceri e godurie non solo mentali e fisiche, ho deciso di cambiare la mia vita in meglio. Ho un carattere molto forte ed amo circondarmi di persone che vivano la mia aggressività nella vita riproponendola su di esse.

Un po’ come il sole del mattino che ti rigenera. Ecco. Quel sole vorrei essere io. Per chi mi circonda ovviamente.

Negli anni mi sono sentito dire di essere una stella, una luna, un Re, un Lord, un cuore… Io vorrei tanto essere quello che gli altri vogliono che io sia.

Alla fine, parliamoci chiaro, il mio ruolo non è nient’altro che un nuovo modo di creare felicità e pienezza nella vita delle persone. Soprattutto pienezza.

Quindi, non guardatemi come quello cattivo, come quello che cerca di dominare le persone per un piacere personale.
Il mio piacere è quello di vedere godute le persone.

Questo post lo dedico a chi è dentro alla mia vita ORA (soprattutto a mia moglie che darà alla vita un nuovo NOI 💗) e alla mia sub💎… Coloro che ogni giorno condividono con me gioie e dolori. 🦄
E ad una persona, che sta entrando ora nella vita dalla porta posteriore, in maniera più quatta ma ci entra.

Grazie a tutti. Davvero.

Baci Caldi 💗… MrSix

La mistress… switch?!

Quando dico che nel BDSM c’è di tutto, lo dico perchè ci sono passato.
E sono qui a raccontare la storia di una ragazza che, si professava come Mistress. Una ragazza conosciuta online, poco più che 18enne, giocatrice di pallavolo, muscoli al posto giusto, bionda e occhi chiari.

Mi propose un caffè e poi, di farmi provare qualcosa. Io ero molto eccitato dall’idea di poterla vedere e perchè sarebbe stato un piacere vedere il suo savoir-faire da ragazzina cattiva.
Solo che lei non sapeva, che io avevo già avuto esperienza con una Mistress e per lei non finì come aveva sperato.

Ci trovammo davanti ad un bar di Novara, vicino alla stazione, entrammo, soliti convenevoli del saluto e si parte a parlare di esperienze passate. Non riusciva a tenere fisso il suo sguardo su di me e sui miei occhi, perchè continuava a cadere sulle mie mani, tanto elogiate.

Dopo 10 minuti di conversazione basata sul piacere di avere una sessione, ci dirigiamo all’Hotel lì vicino.

Saliamo in camera, telefoni in modalità silenziosa e porgo i miei polsi alla mistress, con un ghigno lungo tutto il viso. Lei guardandomi perplessa mi chiese: “Che c’è?”, io quasi ridendo le dissi: “Nulla, attendo!”.
“Io non ho mai legato, sai, di solito uso le manette, non ho mai fatto nulla di bondage. Spesso gli uomini si mettono in ginocchio davanti a me ed io agisco”.
In quel momento, guardandola negli occhi, scoppiai a ridere: “Ma come, non sei una Mistress? Obbligami a fare quello che vuoi, invogliami!”

Lei si allontanò, prese un collare, e me lo mise. Io la guardai negli occhi con fare soddisfatto e la invogliai a continuare. Prese le manette nere con il pelo bianco e me le chiuse. Mi ordinò di andare sul letto ed io mi misi supino attendendo ordini.

Una volta in posizione come voleva lei, si bloccò. “Mistress, che succede?” chiesi io.
“Il fatto di poter dominare un uomo che so che potrebbe farmi provare piacere utilizzando quelle mani mi crea non poco disagio” E si mise seduta di fianco a me raccontandomi come poteva e doveva essere secondo lei l’incontro.

Dopo mezz’ora di mea culpa, mi aprì le manette e mi levò il collare. Mi fece alzare, si spogliò completamente e si mise in ginocchio davanti a me. “Dominami, fammi santire le tue mani calde, te ne prego, signore” e chinò la testa verso il basso mentre i suoi polsi salivano verso il mio petto.

Tirai via la cintura e legai i suoi polsi alla parte bassa del letto lasciando scoperto il suo corpo al mio cospetto. Andai nella sua borsa e presi la sua frusta, nera, di pelle, lunga 1m circa. Pesante da maneggiare.
Raccolsi anche una gag-ball che sistemai sulla sua bocca ormai piena di parole elogianti nei miei confronti.

Mi avvicinai al suo orecchio sinistro, le spostai la gag-ball verso il basso e le chiesi: “Dimmi la tua safeword, Miss” “Cioccolato, Signore”. La riposi di nuovo sulle sue labbra e mi allontanai da lei. E cominciai a colpire, sempre più forte, incitando quel gioco unico ed avvolgente.

Slegai la cintura vedendo che aveva lasciato segni sui suoi polsi stretti e la buttai con poco garbo sul letto mettendole una mano sulla schiena, facendola ritrovare così a pecora, dandomi il suo bellissimo culetto.
Ripresi in mano la frusta e continuai il gioco di segni. Come sempre, quel suono ingrandiva non solo il mio ego.

Mi avvicinai, la presi per i capelli e la obbligai a girarmi, mentre quella gag-ball era ormai diventata un cumulo di saliva che colava sulle coperte rosse di quella camera. Presi le manette che aveva portato, e la legai alla testa del letto e le cavigliere tenevano aperte le sue gambe, come ad attendere un mio cenno.

Mi avvicinai, presi tra le mie dita i suoi capezzoli e cominciai a tirarli e girarli come in un gioco sadico.
Una mano scese alla ricerca del suo clitoride, come sempre, alla ricerca del suo godimento.
Mi allontanai e la frusta colpiva il suo clitoride ormai turgido di piacere.
Mi misi alla sua destra, lasciai la frusta sul letto e con la mia mano sinistra giocavo con il suo sollazzo, mentre, guardandola negli occhi, le dita della mia mano destra, entravano nella mia bocca piano, per poi andare in basso a giocare con il suo culetto ormai pieno di umori. Le mie dita erano un involucro di umori. Ed era bello sentirle bagnate, del suo piacere. Di tanto in tanto la mia mano sinistra colpiva il suo clitoride, schiaffeggiandolo, portando allo stremo la sua voce ormai stridula.
Dopo alcuni minuti, mi guardò negli occhi, strinse i pugni e urlando venne in uno squirting potentissimo. Era soddisfacente ed eccitante. Il suo corpo ed il suo fiato mi davano sempre più la carica per continuare.
I suoi battiti ormai erano alle stelle e lei raggiungeva fin troppo spesso il suo apice.

Ma come ben sappiamo, non mi accontento.

Le tolsi la gag-ball e la obbligai a controllare la sua venuta chiedendomi il permesso urlando durante l’apice una frase. Una punizione per aver provato e voluto provarci a dominarmi.

Continuai a muovere le mie mani mentre la mia voce si faceva sempre più bassa nella speranza di sentire una richiesta da parte sua.

“Signore, posso venire?” Dopo alcuni secondi di assoluto silenzio “No!”
“Signore la prego” “No, dimmi chi è il tuo Dom e chi ti fa godere così”
“Lei mio signore, ma la prego, mi faccia venire” “No.”
Dopo 3 minuti di preghiera le sussurrai “Esplodi…….ora!”
Uno zampillo si elevò, mentre urlava: “Sono la sua Troia, Signore!” e le mie mani continuavano a muoversi davanti e dietro lasciando libero l’orifizio del suo appagamento più alto.
Le sue preghiere diventavano sempre più frequenti ed il mio via libera era un suono al quale non riusciva più farne a meno.

La slegai completamente e avvicinandosi al mio orecchio mi sussurrò: “Ho bisogno di sentirla addosso, Signore”

Io rifiutai, ci rivestimmo e uscimmo dopo 4 ore.
Da quella volta non ho più voluto, anche per amor proprio, vedere e provare una mistress.

Le switch dichiarate sono le migliori. Ma giù le mani dal mio corpo. 😛

Le mistress…

Finalmente riesco, con un po’ di tempo, a mettere giù 2 idee.
Il mondo del bdsm, si sa, è molto vario.
Ed io, a questo mondo, devo molto, moltissimo! Però, dovevo dire qualcosa a riguardo. Mi sento in dovere di farlo.

Da qualche tempo, tramite telegram, ho conosciuto un mondo molto vicino al mio vecchio mondo, le MoneyMistress o più semplicemente chiamate ShoppingMistress o FinMistress (Financial Mistress).

Sono donne, che si approcciano al mondo BDSM, creando un esigenza, un bisogno, anche per il loro piacere. Ma che ovviamente va ad esulare molto dal mondo e dai principi BDSM.
Ricordo, i principi del BDSM sono “Sicuro, Sano e Consensuale” costituiti da 3 lettere SSC.
Chi mi conosce sa, quanto questo acronimo sia FONDAMENTALE per me. Ma anche per il mondo BDSM in sè.

Ecco, parliamo di queste Mistress, che si professano tali, senza scrupoli e senza problemi a spillare soldi chiedendoli a ignare persone pronte a credere di essere sottomessi solo perchè “sganciano” dei soldi.

Bene, facciamo un passo indietro. Spieghiamo con correttezza chi sono davvero le Mistress e perchè il loro ruolo è fondamentale soprattutto in un ruolo così delicato come il gioco D/S.

“La dominatrice (anche padrona o, con il termine inglese, mistress) è una donna che, nelle pratiche BDSM, interpreta un ruolo dominante.” (wikipedia insegna)

Sia chiaro, questo non è nè un articolo di critica nè di osservazione. E’ solo per far notare la differenza di gestione di un mondo e chi sta dentro e chi sta fuori.

A lungo termine, che tipo di relazione può portare questa nuova era del consumismo? Ad avere sempre più persone pronte a dover umiliarsi per avere una donna.

Quindi, in molti mi diranno: Beh MrSix, anche tu sei stato un moneyDom, ma per quale motivo non puoi dire la stessa cosa e stai parlando “male” di loro?
Partiamo dal presupposto che il genere MaleDom e FemDom hanno origini diverse. Un uomo non sarà mai sadico quanto una donna seppur lo vorrà. Ma il livello non sarà mai paritario.

La differenza sta proprio nel fatto che una donna usa il suo potere da donna (Il savoir faire e il suo genere femminile, con i suoi feromoni) per far cedere un uomo, che per inerzia cadrà ai suoi piedi. Per un uomo è un bel po’ più difficile far cadere ai propri piedi una donna, proprio per una questione di impostazione. E per “clichè”.

Quindi, per quale motivo un moneyDom è diverso da una moneyMistress o ShoppingMistress? Per il modo in cui questo viene gestito.
Nel mio passato da moneyDom, non ho mai chiesto un centesimo alle mie slave, MAI! Erano loro che a fine serata o quando era il momento, “omaggiavano” la sessione. Mai chiesto nulla in anticipo o nulla dopo. Ho sempre fatto tutto con la totale trasparenza e divertendomi solo al pensiero di poter dare tutte le attenzioni necessarie a quel mondo.

Ovviamente, questo, non va a pregiudicare il metodo di lavoro di queste Mistress. Ed è per questo che voglio omaggiarle io. Non da Dom nè da sub, ma chiedendole pubblicamente di collaborare senza spingere troppo sull’acceleratore ed urlando a gran voce di mollare un po’ la presa. Ci sono mille modi per farsi omaggiare senza fare pressioni psicologiche.

Le Mistress di fiducia le trovate qui nella loro chat di riferimento:
Fetish Money Park

Il Carsex e l’età (Sondaggio)


Come ogni settimana, ho creato un sondaggio molto interessante.
La domanda era: “Il carsex o l’outdoor-sex è una pratica adatta a qualsiasi età?”

Le risposte sono arrivate, repentine e molto chiare. Sì!
Qualcuno ha provato a rispondere che potrebbe dipendere dall’età, ma noi leggiamo sempre il bicchiere pieno.

Mie considerazioni. Non esiste un’età per il Carsex, come non esiste un’età per amare.
Non capisco però, perchè, dopo una certa età, il carsex venga visto come un tabù o come una bestia di Satana. E’ un qualcosa di Naturale e tale deve essere.

Per quanto riguarda l’Outdoor, quindi tutte quelle pratiche atte ad essere eseguite all’aperto, come spiagge private o boschi, o perchè no per strada, siano pensate soprattutto da over 50 e mai da ragazzi in canna, pronti a tutto.
Come sopra, credo che sia adatto a tutte le età, ma non ci sia ancora questa idea di “trasgressione” tale da poter lasciarsi andare.

Quindi Carsex? Sì assolutamente
Outdoor-sex? Nella maniera più assoluta, Sì!

MAKE LOVE ❤️🚗🌴

Cambiamenti del rapporto (Sondaggio)

Come sempre, nel mio sondaggio settimanale, ho inserito un argomento molto vicino a me.
“Quanto un avvenimento importante nella vita possa cambiare i rapporti dom/sub?”

I risultati sono stati molti, e molto discordanti tra loro, soprattutto per un discorso prettamente di curiosità.
In molti mi hanno scritto e chiesto come mai di cosi tanta importanza in un sondaggio?
Ne parlerò dopo, forse.

Quanto può cambiare i rapporti un avvenimento? Sicuramente tanto, non è di certo come un bere un bicchier d’acqua.
Cambiano gli equilibri, le tempistiche e tutto ciò che prima era “normale”. Cambiano le priorità e cambia sopratutto IL RAPPORTO.

Non esiste un rapporto senza problematiche ma allo stesso tempo non esiste rapporto senza nuove tappe da raggiungere e da scoprire.

Lo so, non dovevo fare un post improntato sulle mie idee, ma l’ho fatto perchè è un bel periodo per me.
Grazie alle persone che mi circondano e che, fanno si che questo progetto prosegua e abbia delle visualizzazioni alte e sempre nuove idee.

Forse è la prima volta che lo faccio, ma grazie!

Dom o Sub?


Una delle prime domande che mi vengono poste è sicuramente questa:
Come si fa a capire se si è DOM o SUB?

La risposta a questa domanda è alquanto difficile da spiegare ma molto semplice da comprendere!
Prima di tutto c’è da capire se e come, questo termine o l’altro possa in qualche modo affascinarti, guardare nei meandri e osservare più da vicino la situazione e concludendo se ti piace “dare ordini” o riceverli.
Ma non si parla solo ed esclusivamente di ordini, ma anche di mentalità.
Non si è dom o sub a seconda di come ci si sveglia la mattina, ma è proprio una questione di oppressione.

Come l’ho scoperto io, l’ho spiegato in altre occasioni.
Di solito, le mie sub, le ho sempre scelte proprio per una propensione al loro essere sottomesse.

Quindi tornando alla domanda, come lo si capisce?
Beh, durante il sesso o anche durante le classiche relazioni con le persone.

Tendenzialmente, per la mia “breve” esperienza, tutti nasciamo sottomessi in quanto tutti riceviamo ordini. Sta poi alla vita di tutti i giorni e alle varie mansioni che ci danno le persone a creare anche solo per inerzia, il ruolo in questo mondo.
Esempio pratico, se ho un ruolo d’importanza a livello lavorativo e ho la responsabilità di molte persone al di sotto del mio ruolo, diventerò quasi sicuramente un sottomesso o uno switch (DOM/SUB) e non avrò la propensione a dominare anche al di fuori.

Invece, chi lavora per conto di altri o ha una famiglia molto oppressiva, quasi sicuramente diventerà DOM in quanto deve scaricare le proprie tensioni riguardante il lavoro e la vita.

Poi esistono le eccezioni ma tendenzialmente si parla di questo.

Quindi, come lo capisco? E’ una chiamata dall’interno. Non esiste un GIUSTO o SBAGLIATO.

E tu, mi* car* lettore/lettrice, sei più DOM o più SUB?

Audio/Video (Sondaggio)

Con una settimana di ritardo, riesco a chiudere il sondaggio.

“L’invio di audio/video/foto, può rafforzare il rapporto DOM/SUB ?”

La risposta è stata processata al 100% con SI!
Mi aspettavo una risposta tale, soprattutto dai social.

In ogni rapporto, l’invio di foto o di audio creano una sorta di vicinanza. E di appartenenza!
Da una foto puoi far trasparire emozioni, sensazioni e perchè no, anche delusioni o voglie!
Ecco perchè mi piacerebbe sapere che tutti quelli che hanno votato, facciano lo stesso con i loro partner/dom.

Io cosa penso? ASSOLUTAMENTE SI. La stimolazione è importante e fondamentale. Non esisterebbe un rapporto completo senza queste cose.

Al prossimo sondaggio! 🙂

Il taxista


Ho viaggiato molto per il BDSM e per i lavori che ho fatto. E quando lo faccio, spesso mi ritrovo ad usare i mezzi.

Questa storia parte da Novara ed arriva a Torino, dove spesso mi sono dovuto recare per dominio e non solo.
Arrivo a Porta Susa, scendo dal treno e avendo attivato la geolocalizzazione su facebook, vengo contattato da una mia cara amica. Io dovevo recarmi dall’altra parte di Torino e la cosa mi faceva alquanto stressare.
Così decisi, dopo svariate prove da parte sua, di accettare la sua proposta e farmi accompagnare da lei. Ovviamente dopo un caffè!

Uscii dalla zona binari, mi diressi verso l’uscita e mi infilai nel bar della stazione. Faceva freschino quel giorno, avevo il mio maglioncino grigio, il mio zainetto e tanta voglia di perdermi in pensieri al di fuori del BDSM in quanto mi aspettava una giornata di fuoco e fiamme.

Misi le cuffie, ordinai un caffè e mi accomodai al tavolino, telefono alla mano alla ricerca di post su facebook e musica a palla.

Nell’attesa, controllavo nella folla chi poteva esser gradevole anche solo di un saluto e perchè no, anche se potevo invitare qualcuno a sedersi con me e farmi compagnia. Ma si sa, i torinesi o la gente che frequenta la stazione, non sono poi tanto consoni a parlare e conoscere persone nuove, soprattutto in una stazione con millemila persone.

Mi si avvicinò un uomo, sulla cinquantina, mi toccò la spalla e mi disse: “Ciao! Scusa se ti disturbo, ma ho visto che sei qui da un po’, hai mica bisogno di un passaggio?”
Io tirai via la cuffia sinistra e risposi un “sto aspettando un’amica, e sai come sono queste cose no?”
Lui sorrise, annuì, mi salutò. Prese un caffè, afferrò il giornale del giorno e si mise 2 tavolini di fronte a me, proprio rivolto verso di me. Un po’ imbarazzato da tale situazione, decisi di mettermi a giocare al telefono ed estraniarmi in maniera completa. Ma i suoi occhi diventavano sempre più interessati ed il suo sguardo era praticamente rivolto a me. Il giornale era un deterrente.

Nel mentre chiama l’amica, le dico dove sono e mi raggiunge. Si siede proprio davanti a me, oscurando completamente da quell’uomo, a volte irritante.
Oltre ai soliti convenevoli del “che fine hai fatto” “che bello, dopo tanto tempo”, mi bacia sulla guancia e mi fa la fatidica frase: “ma quelle cose le fai ancora?”
Io a voce bassa, evitando di farmi sentire, risposi si e le raccontai l’ultima esperienza, mentre quell’uomo osservava con molta frequenza il mio labiale.

Dopo una mezz’ora, lui si alza ed esce dal bar e si mette fuori dal locale, dietro di noi rivolto verso di lei a fumarsi la sua sigaretta. Ed osservava. Io spiegai a lei chi fosse e lei molto incuriosita mi disse: “E se lo dominassimo insieme se gli interessasse?”. Io esterrefatto risposi: “NO!”.
Lei si alzo, prese le sue cose, mi fece gesto di aspettare ed uscì. Andò da lui e dopo un’attenta conversazione, rientrò da sola. Si sedette davanti a me e disse: “ok, fatto. Tra 10 minuti ci accompagna dove volevi andare, poi mi riaccompagna qui”. Io con gli occhi sbarrati dissi: “Perchè? E poi la tua auto è qui! Dovevi accompagnarmi tu!”. Lei mi chiese cortesemente di fidarmi e ci alzammo.
Mi diressi con lei, fuori, nel furgone bianco, un Mercedes Vito. Appoggiai la borsa e ci sedemmo dietro.

Lui aveva uno specchietto retrovisore grosso, sembrava uno specchio da camera tanto era imponente! I vetri posteriori erano oscurati a tal punto da non riuscire neanche a guardare fuori.
Al primo semaforo, lei tirò via la giacca, poi la felpa, poi la maglietta ed infine il reggiseno.
“Prendi la frusta, quella più bella, e diamo spettacolo”. Lo sguardo di lui, attento e prudente alla strada, cadeva spesso sul corpo di lei. Bianco latte e piena di lentiggini, magra al punto giusto, capelli rossi naturali e occhi verdi.
Si avvicinò a me, al mio collo e mi chiese sussurrandomi di pagarci il viaggio facendo spettacolo.

La misi a pecorina, di fronte a me, con il suo viso che osservava dal finestrino posteriore sinistro.
Le tirai giù i pantaloni fino alle caviglie e vidi il suo completino rosso, con un ponpon dietro.
Lì, capii il perchè voleva vedermi e doveva trovare una scusa per avere le mie mani addosso.

Le sfiorai le chiappe ed il suo corpo cominciava a muoversi, e mi partì uno schiaffo lieve. Lei invogliava la mia perversione con gemiti e parole.
Presi la mia frusta nelle mani, passai le mie dita attraverso e cominciai il mio rituale con colpi molto lievi. La frusta a 9 code si apriva sul suo corpo, ad ogni colpo, come la coda di un pavone e lasciava segni che rimanevano qualche secondo.
Lo sguardo del taxista, spesso si perdeva nel gioco e la sua mano destra, avendo un furgone con il cambio automatico, giocava con il suo piacere strofinandolo sopra i pantaloni e lasciando andare ogni tanto un gemito di piacere.

Arrotolai la mia frusta e la colpii sulla sua chiappa destra, lasciandole quei sogni indelebili ed unici. Il suo corpo si muoveva a tempo con i colpi infranti ed i suoi gemiti sempre più forti.
E continuai a farlo fino a quando non la toccai, sul suo piacere e osservai il colare di quel momento.
Le sue cosce erano un piacere indescrivibile per la mia mente.

La girai, la misi a gambe all’aria mentre il taxista urlò: “mancano 10 minuti all’arrivo, ma se volete faccio un giro più lungo”. Lei esclamò: “Fermati, porco!”

Mi girai, tirai fuori dalla mia valigia il mio vibratore e 2 mollette per il bucato.
Accesi il giocattolo e cominciai a giocare con il suo piacere mentre lui si fermò nella prima piazzola di sosta sulla tangenziale di Torino.
Il giocattolino passava sul suo clitoride ormai bagnato dal quel gioco iniziato qualche minuto prima per poi infilarsi dolcemente dentro, facendola muovere tanto a tal punto da sentire il furgone muoversi.
Lui da davanti osservava ed aprì i pantaloni. Io lo obbligai a tenerlo dentro, non volevo vedere cosa sapeva fare con il suo oggetto. Non ci interessava.

Presi la prima molletta e dopo avergliela fatta leccare completamente con il suo sguardo rivolto a me, la chiusi sul labbro destro del suo piacere. Come si chiuse, fece un urlo di piacere e soddisfazione misto a dolore. Feci la stessa cosa con l’altra e la osservai mentre quel piacere stava diventando sempre più forte.

Squillò il telefono, la cliente chiamava ed io dovevo dirigermi il prima possibile da lei.

Tirai fuori il vibratore, ed infilai le mie mani, sul suo punto di estremo piacere e massaggiandolo, facevo attenzione a farlo nel migliore dei modi dato il poco tempo. La mia mano sinistra massaggiava piano piano i suoi capezzoli.
Lei stremata da quel gioco ormai intenso, si alzo, mi guardò negli occhi, mi baciò e si rivolse a lui dicendo: “hai 5 minuti da ora per toccarti e venire!”
Lui rispose con “Sì padrona!” ed infilò la sua mano sul suo piacere e senza far vedere quello che contenevano, continuò a toccarsi. Lei prese in mano il suo telefono e mise il timer. 5 minuti esatti.

E riprese a baciarmi. La sua mano scese verso le mie mutande, ed entrò trovando il mio piacere. Cominciò a toccarmi ed io, guardandola dall’alto verso il basso, non potevo far altro che lasciarglielo fare. Dovevamo concludere il gioco in un modo o nell’altro.

Ma si sa, non sono il ragazzo così facile da conquistare, tolsi la sua mano dai miei pantaloni, la ributtai sul sedile e cominciai a leccarle il piacere… E colò sul sedile mentre lui si perse nella sua venuta sulle sue dita da porco.

Lei si alzò, prese il telefono, stoppò il timer e si avvicinò all’orecchio di lui dicendo: “Sei anche veloce oltre che porco… 3 minuti. Ora capisco perchè preferisci guardare che fare.”
Lui osservò me con faccia felice e disse: “GRAZIE PADRONI”

Ci rivestimmo e mi portò a destinazione. Salutai lei e nel momento di pagare la corsa, lui rispose: “NULLA E’ DOVUTO, GIA’ TUTTO PAGATO. GRAZIE PADRONE”.

Ed io continuai la mia giornata. Felice.

Lei? Beh, ha scoperto questa vena mistress, e lui è il suo attuale schiavo.
Aaaah mia cara Giusy, quante belle cose abbiamo passato assieme. Chissà se ci rivedremo mai… tu come sub però 😛