Ed anche il 2018…


Ebbene sì, siamo arrivati alla fine anche del 2018.
Io nel ringraziare tutti quelli che, per il mio mondo, sono stati presenti, stileró una serie di lettere.
Vorrà dire tutto e niente ma almeno è per ringraziarvi. E chi ho dimenticato, me ne dispiace molto ma siete in troppi!

Partiamo da A. (traduzione/occhi verdi), F. (Occhi azzurri), S. (La più piccina/deh), S. (Occhi azzurri), MC (La più vecchia/lago), N. (Testona/occhi scuri), D. (Diprè Paura), V. (Dal meridione con furore), M. (Massaggiami), V. (Esteticamente Presente), A. (Timida creatura) e molte altre persone!

Io a voi volevo dire GRAZIE, perché è grazie a voi se ho deciso di aprire questo blog e se ho deciso di raccontarmi.

Ma soprattutto grazie a * persone per tutto quello che fate per me, per la mia giornata e per le mie paturnie.

Ma non posso dimenticare chi, ha permesso tutto ciò, la meravigliosa creatura che mi supporta e sopporta e che rende le mie giornate a volte un po’ più solari e che amo tantissimo… M❤️

Che dire altro… GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE

E… Buon 2019 a tutti!

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Cosa ci ha insegnato…

Erano mesi che volevo fare questo post, e credo che alla fine del 2018, sia il momento migliore per farlo.

Capita troppo spesso di raccontare delle mie vicessitudini e di ritrovarmi addosso l’appellativo di Mister Grey.

Beh, sappiate che mi da alquanto fastidio e la motivazione la potete scovare tra i miei articoli, qui e la in questo blog.

La motivazione principale però, è data dal fattore principale.
Il signor Christian, è un uomo con precedenti problemi e che scarica poi, attraverso il BDSM. E’ lei che è innamorata di lui, non il contrario!

Cosa differenzia il mio BDSM dal suo? Praticamente tutto.
Quando lui colpisce, lo fa per piacere MENTALE SUO, non per il piacere di lei.
Poi lo è diventato, ma doveva essere un gioco delle parti.

Il Dungeon di Christian è una camera con 700 fruste, e svariati giochi.
Molto bene, ricordate che per “giocare” ne bastano 5-6 di fruste, non c’è bisogno di un armadio intero.

In più, viene utilizzata spesso la parola BONDAGE! Chi ha letto il blog dovrebbe già sapere a memoria cos’è… giusto?!
E’ una pratica dove si viene SOLO LEGATI, e poi vengono associate altre pratiche tra le quali lo spanking e il water.

Quindi ritorno alla domanda… Cosa differenzia il modo di fare bdsm dal mio?
Sicuramente il piacere delle essere della mia sub, e non il mio.
Sicuramente non faccio firmare nulla, anzi, c’è un bracciale!
E soprattutto, il mio piacere mentale è legato al suo piacere psico-fisico.

Se proprio devo darvi un consiglio per una buona visione… “THE SECRETARY”!

Manca un giorno al nuovo anno. Aspettatevi grandi cose.

IL 2019 SARA’ UN GRANDISSIMO ANNO!

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Buon Natale!


Finalmente natale è arrivato…

Come state passando questa giornata di festa??
Spero nel più…. hot! Un po’ come me.

Questa mattina, come vi avevo promesso da qualche giorno, ho fatto un video, con una interprete d’eccezione che mi ha fatto da cavia…

Le mie mani addosso e il suo corpo, hanno creato quello che ora vedrete, e vi consiglio di non tenere a bada i vostri bollenti spiriti.

Per il resto….. Buon Natale a tutti! 😎

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Mettiamo i puntini sulle i

Sono giorni che devo fare questo articolo, ma ogni volta mi soffermo a pensare e mi chiedo perchè dovrei farlo. Oggi ho trovato la voglia ed il tempo. E ho bisogno una volta per tutte di fare chiarezza.

Il BDSM è un acronimo di origine Americana che racchiude in sè un mondo di pratiche, pensieri e correnti. Peccato che questo, nell’immaginario collettivo sia per lo più violenza. E sono alquanto arrabbiato e deluso di questo.
La filosia del BDSM è SSC, nonchè SAFE SANE CONSENSUAL (sicuro, sano, consensuale), ma nonostante questo viene ancora considerato un atto osceno creato solo per far del male.

A questa filosia, INDISPENSABILE in quanto non esiste solo il piacere di usare la frusta o di “picchiare” qualcuno, ma in generale capire se è consensuale ma soprattutto SICURO!

Mi capita spesso di girare in rete e imbattermi in chat o gruppi di discussione dove si parla di PADRONI e MASTER senza scrupoli dove mettono regole, senza appartenenza nè fiducia, spremono le proprie slave alla ricerca del piacere sessuale personale. Non esiste piacere se non crei piacere! Non ha alcun senso usare le tue doti di “padre-padrone” se poi quando il tuo lavoro è finito, la tua slave scappa e non vuole più saperne di te e del mondo bdsm. Hai sicuramente sbagliato qualcosa!

Quando parlo di slave e sub, ho sempre un occhio di riguardo a ciò che dico.
La sub o la schiava deve essere “coccolata” ed “amata”, “compresa” e portata ad esaudire i suoi desideri più profondi e superare i suoi limiti fisici e psichici.
Una slave usata, non coccolata o non seguita, scapperà o non vorrà più voler a che fare con questo mondo o ancora peggio, sarà devastata dall’idea di avere a che fare con uomini.

“IL MIO DOM MI PUNIVA SPESSO PER IL MIO CARATTERE”, questa è una frase ricorrente e alquanto fastidiosa. Ma non per il senso in sè, ma per una questione di rispetto reciproco! Trovo stupido che una sub debba essere ripresa di continuo per il comportamento o l’atteggiamento.
A lungo andare diventa noioso e contro-producente!

“IL MIO DOM MI CHIEDEVA TUTTI I GIORNI FOTO DELLE MIE PARTI INTIME”. Su questo non vorrei neppure discutere. Una frase che lessi su un profilo social di una sub citava SE METTI LE MANI NEL CERVELLO DI UNA DONNA, LE HAI MESSO LE MANI OVUNQUE. Credo che non ci sia frase migliore per far capire ai MASTER-BAVOSI o FINTI-MASTER che nel BDSM la prima cosa è il cervello. Non esiste dominio senza aver messo al guinzaglio la testa. E in alcuni casi anche il cuore.

“IL MIO DOM MI FACEVA FARE DEGLI INCONTRI CON ALTRI UOMINI”. La mia domanda è… Ma tu lo volevi? La risposta spesso è: “NO!”. E qui apriamo una mega-parentesi. La sub o schiava, una volta che le doni il tuo tempo, rimane pur sempre un essere umano. Non esiste altro modo per definirla. Non hai una schiava da utilizzare in stile porno, dove puoi esibire il tuo trofeo. A chi poi? Se invece l’avete voluto voi, beh ecco, forse non avete bisogno di un dom. Soprattutto se questa cosa diventa perenne.

“PERCHE’ DEVO INVIARTI UNA FOTO O DEVO FARMI VEDERE?” . Questa è una cosa appurata e alquanto fastidiosa come un gatto attaccato ai maroni. Quando si inizia un discorso virtuale legato al dominio telefonico per questioni di distanza, esistono gli smartphone. Quando si ha a che fare con un DOM con una certa esperienza, anche per poter giocare con il proprio cervello, ha bisogno di sapere come si è fatti. Io, in particolare, ho bisogno del contatto voce/video. Se non guardo negli occhi la mia sub, per me rimane un estranea. Quindi con me NON GIOCHI

“LE REGOLE CHE HAI FATTO TU A ME NON PIACCIONO”. Questa è un affermazione molto divertente. Perchè iniziare un gioco senza regole? Perchè io dovrei lasciare le mie cose per donare del tempo a te se non vuoi seguire una linea logica? Le possiamo modificare, nessuno ha mai negato questo, ma non esiste il gioco senza regole. Se vuoi un DOM senza regole, vai altrove.

“MI PIACEREBBE PROVARE QUALCOSA DI ESTREMO MA NON HO MAI PROVATO”. Queste sono le aspiranti sub che arrivano dopo aver visto 50 sfumature e letto alcuni libri sul “presunto bdsm”. Spesso l’estremo è associato allo spanking o alla umiliazione. Bene, sfatiamo questo mito. Lo spanking fatto per lasciare segni è estremo, ma se inizio a fare del male non stiamo facendo bdsm! Esistono degli step, rispettiamoli!

Ho raccolto giusto qualche informazione e qualche pensiero, ma era solo per sfogarmi di cotanta ignoranza e associazioni stupide legate al mio mondo.

Un ultima cosa. Sembra una frase detta così per dire, ma io vivo la mia vita (anche matrimoniale) in relazione al BDSM. Non esiste una cosa che faccia durante il giorno che non sia “legata” al bdsm! Quindi se dedico del tempo, vorrei me ne fosse dedicato altrettanto.
“NEANCHE IL CANE MUOVE LA CODA PER NIENTE”.

Aprite i cancelli… accetto le critiche!

Baci caldi ♥

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La chiamata… venuta…

Era una fredda serata d’autunno.
Come facevo di consueto, entro in chat per conoscere qualcuno. Avendo sempre mille cose da fare, decisi di lasciare il mio computer con le risposte automatiche attive.
Il messaggio riportava ad un noto social per contattarmi in maniera diretta.

Non riuscii ad entrare in chat per tutto il giorno seguente. Verso l’ora di pranzo ricevetti un messaggio da quel social. Erano tanti messaggi ma uno in particolare mi lasciò senza parole e molto interessato allo stesso tempo.
Dopo svariati messaggi, decisi di chiederle il numero di telefono e cominciammo a parlare del più e del meno del mio mondo…

Ricordo solo che la chiamata durò all’incirca 3 ore. E che tale chiamata era per lo più ansimata e piena di orgasmi.

Potrei raccontarvi che l’ho sentita più orgasmica che a voce normale, in quanto il suo piacere copriva completamente la conversazione.
Durante la conversazione però, tra un orgasmo e l’altro, parlammo anche di noi… e del futuro che poteva essere incombente ma molto eccitante.

Non nego che, l’idea di poterle sussurrare all’orecchio quello che avevo in mente e quello che le stavo anche dicendo, mi crea alquanta eccitazione, ma il suo piacere era talmente forte da coprirlo completamente!

Concludendo, che dire, QUANDO TI TRASFERISCI DALLE MIE PARTI?

(Chissà se la risentirò ancora… mah!)

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Il CARSEX… secondo me

Quando si parla di Sesso in auto, in molti stropicciano il naso e mi dicono: “ROBA DA GIOVANI!”.

Effettivamente, lo si usa come escamotage per “far qualcosa” quando si è giovani, ma chi dice che dopo una certa età non si possa fare? O meglio dire, chi dice che l’auto non possa più essere utilizzata per divertirsi un po’?

Io credo che l’auto possa essere usata sia all’interno che all’esterno (meteo permettendo) sia per fare sesso che per concludere la serata in altri modi. Una delle posizioni classiche del carsex è sul sedile passeggero, lei sopra. Classico, anche per chi si approccia o non si è mai approcciato. Ma ci sono altre mille posizioni possibili. A pecorina per esempio, o a missionaria. Il limite è solo la fantasia (e quanto la coppia abbia voglia di essere contorsionista).

Parere personale, sia per il BDSM che per il sesso, preferisco l’esterno. Il contatto con la natura, rende la cosa ancora più intima ed ancora più eccitante se la partner è dello stesso parere. Ovviamente!

All’esterno si può sfruttare il cofano, il tetto, le portiere. Chi ha detto che l’auto è solo un mezzo di trasporto persone? Può anche essere di trasporto sessuale…

Non starò qui a farvi la ramanzina, occhio però alle multe e alle denunce.

Perchè fare l’amore è bello, ma farlo sicuro è tutta un’altra cosa 🙂

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Vado… non vado!

Tante sono le persone che nel corso della mia vita sono entrate a piè pari e lasciando tracce indelebili.
A loro è dedicato il mio pensiero più profondo e intimo perchè hanno sempre lasciato in me qualcosa di interessante, un insegnamento, un qualcosa di tangibile.
Ma non è dedicato a loro questo momento.

E’ dedicato a coloro che, in un modo o nell’altro hanno dedicato il loro tempo in maniera discontinua, facendomi credere cose e alla fine, dopo aver raggiunto il loro obiettivo, sono spariti. Lasciando il vuoto.

In particolare ad una persona, che io reputavo una persona molto interessante. Una ragazza di 18 anni (ai tempi ne avevo 27), di nome Barbara. Una ragazza minuta. Mi trovò lei, per caso su fb e capì che c’era qualcosa in me che catturava la sua attenzione.
Mi convinse ad andare a bere un caffè a Bellinzago Novarese, in un noto Centro Commerciale. Dopo i soliti rituali del “Che mi racconti?”, “Perchè mi hai contattato” e svariate scuse da gatto sugli specchi, circa 2 ore dopo, ci ritroviamo nella campagna tra Cameri e Bellinzago a limonare come in un bellissimo film d’amore. Fino a qui, beh niente di strano.
Fino a quando mi prese la mano destra e la infilò nella sua borsa e tra i svariati rossetti e gingilli da donna, trovai un vibratore “XXL AMERICAN DILDO” di circa 25cm con una larghezza da imbarazzo.
Lei esclamò “Questo è il mio giocattolo preferito, credo che possa interessarti poterlo usare su di me”

Io preso dallo sconforto dissi: “MAGARI FOSSE MIO E FOSSE VERO!”

Lei mi guardò negli occhi, lo riprese e lo rimise in borsa e mi disse: “ok niente, riportami al Centro Commerciale”.
Io la guardai fisso negli occhi e con faccia stupita, mi sistemai mentre lei uscì per fumare la sua sigaretta. Nella mia testa non c’era altro che: “Non ci posso credere, questa vuole davvero poter provare con me una cosa del genere?”
Tornò in macchina e le chiesi, come mai di questo gesto e lei mi rispose: “Il mio ex non mi eccitava abbastanza, così ho fatto collezione di questi, non va bene?” . Io pietrificato, cercando di trovare una soluzione per riuscire a dare il meglio di me, conclusi dicendo: “Ok, se vuoi lo facciamo, altrimenti no”

Lei annuì, si spogliò, io mi rispogliai mettendo in risalto il petto e cominciai a toccarla e stimolarla sempre più per poi, entrare con il dildo. E’ stata l’esperienza meno soddisfacente della mia vita.
Lei è alta circa 1,55, magrissima, e ad ogni colpo infranto all’interno del suo corpo esile, vedevo la forma di quel dildo gigante, riempirle la pancia.
SCONVOLGENTE…
Chiusi la serata con un limone, io non mi spogliai neppure, perchè detto tra noi, le figuracce erano dietro l’angolo. Come diceva qualcuno, era un po’ come lanciare un salame dentro un corridoio.
Tornai a casa ancora scioccato dall’evento e mi scrisse: “Guarda, io sinceramente con te non voglio più uscire, sei bravo ma io sto cercando l’amore” ed io tutto contento del fatto che avesse preso lei la decisione dissi: “Ok, lo capisco!”

Qualche mese dopo la ritrovai ad un evento a Milano, e mi sbattè al muro e mi disse: “Vederti è un po’ come sentire quella sensazione”, ed io impietrito la scansai e mi allontanai. Mi mandò mille messaggi e non risposi più, mi aveva alquanto scioccato tutto il discorso.

Concludendo. A me piacciono morbide, in carne, degne di essere toccate.
Se dovete essere magre, almeno rimanete. Se dovete essere soffici, beh, non andate mai via.
Siete le benvenute.

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“IL” bracciale

Un pilastro portante delle mie relazioni è il bracciale.
E’ un valore simbolico, legato al polso dopo l’accettazione di regole e promesse.
Una sorta di anello, per sub.
Quando cominciai a legare il mio primo bracciale, mi sentivo onnipotente, ma non per il discorso del dominare una persona o tenerla “ammanettata”, ma per il semplice fatto che mi piace ricordare di tanto in tanto che quel bracciale non si possa togliere e che ad ogni sguardo, anche fugace, possa ricordare cose. I colori devono essere assolutamente riconosciuti dal codice “HANKY”, dove ad ogni inclinazione corrisponde un colore chiaro e assolutamente UNIVOCO. Per ogni bracciale di solito utilizzo 3 colori.
Il colore dominante è sempre il fuxia nelle mie sub, perchè riguarda più da vicino lo spanking e l’inclinazione della sottomissione da colpo. Non nego che a volte lego anche bracciali di corda, di canapa. Molto più “basici” ma con un effetto stravagante e molto profondo.

Ma prima di tutto ciò ci sono delle regole ferree da rispettare, delle condizioni da mettere e da rispettare per entrambi. Perchè è vero che io sono il dominatore del gioco, ma anche io ho da rispettare determinate condizioni.

Se è vero che per tenere legata una persona durante le sessioni basta una corda o delle manette, perchè non si possa “firmare” il patto o la promessa di rispetto delle regole con un bracciale?
E’ un simbolo, ma come ben sanno alcuni, quando si taglia, è finita!

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Gli sguardi

Ormai è risaputo, chi legge le mie storie e le mie riflessioni, sa quanto adoro osservare la mia sub sotto molti punti di vista.
Quando gli altri guardano il culo e la sua tondità, io mi soffermo sulle mani e sui loro occhi.
La verità è che adoro guardarle. Non credo di aver mai avuto una sub con occhi scuri o che le obbligassi a non guardarmi. Adoro vedermi e sentirmi implorare di continuare. Guardarle dall’alto e guardare nei loro occhi la bellissima sensazione dei miei colpi infranti.

Adoro anche sentirmi gli occhi addosso. E’ la cosa più bella in ogni singola sessione. Non esiste altro di così appagante che vederla lì, polsi legati in avanti, in reggiseno o a seno nudo, guardarmi e vedere nei suoi occhi la voglia di far qualcosa. Di aspettare un gesto, una carezza o un comando.

Lo sguardo, gli occhi. Lo dico spesso, non potrei volere di più.

Le mani, verranno dopo, ma gli occhi, quelli si, LI PRETENDO ADDOSSO!

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Il rispetto delle regole.

Come in ogni bel gioco, anche il BDSM ha delle regole,scritte o non scritte, ma pur sempre regole.
Uno dei punti saldi delle mie relazioni è proprio il rispetto di queste. Perché si, io le ho messe per iscritto ed esigo che vengano rispettate.
Sono 12 stupidi regole che sono state trascritte da altre 35 lette in un libro in lingua inglese.
Ho voluto fossero solo 12 perché credo siano più adatte a me. Ma credo cambieranno nel tempo.

Ma andiamo alla questione.
Il rispetto di tali regole porta me e la sub a danzare, in sincro, a divertirsi e portare dei risultati per entrambi.
Deve andare tutto di pari passo, altrimenti non esiste gioco né divertimento alcuno.
È anche vero però, il non rispetto di queste regole porta alla punizione, che seppure la sub voglia subire, dopo l’ennesimo richiamo, crea in me una sorta di sconforto e delusione.
In me non c’è una parte tanto sadica da poter continuamente esagerare nelle punizioni. Lo trovo noioso e irrispettoso. Cosa tralaltro redatta nelle regole.

Quindi, concludendo, non esiste cosa peggiore, per me, che non il rispetto continuo di una o più regole.

A meno che, beh, non la facciate apposta?!

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